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Posturologia

Martedì, 05 Maggio 2015 23:07 Scritto da 

Che cosa si intende con il termine postura?

La postura rappresenta l’atteggiamento che il nostro corpo assume nello spazio in relazione al nostro rapporto con l’ambiente esterno. Essa rappresenta un mezzo di comunicazione tra il nostro mondo interiore e quello che ci circonda. Ne consegue che la postura risente anche del nostro atteggiamento psicologico nei confronti degli altri e, comunque, dell'ambiente che ci circonda.

 

Che cos'è la Posturologia Clinica Integrata?

La Posturologia ha come fine l’individuazione delle cause degli squilibri posturali responsabili di numerosi disturbi che interessano, soprattutto, ma non esclusivamente, l’apparato muscoloscheletrico come le scoliosi, le algie della colonna vertebrale, la cefalea, i disturbi dell’equilibrio, etc..

La postura che noi abbiamo assunto nel corso della nostra vita è il risultato dell’elaborazione di una serie di informazioni che provengono al cervello dall’ambiente interno del nostro organismo (dai muscoli, dalle articolazioni, dall’apparato masticatorio, dalla muscolatura della pianta del piede che provvede all’appoggio, da quella che provvede ai movimenti dell’occhio, dalla fonazione, dalla deglutizione etc.) e dall’ambiente esterno mediante la vista, i recettori dell’orecchio finalizzati al mantenimento dell’equilibrio (sistema vestibolare) ed alla percezione del suono, la pelle, finalizzata alla percezione del tatto etc..

Al mantenimento di una determinata postura contribuiscono anche gli aspetti costituzionali e fattori psicologici determinati dalle nostre relazioni personali.

Ecco, quindi, che l'inquadramento clinico del paziente affetto da deficit posturale necessita di un approccio olistico che consenta d'individuare quali sono le cause delle alterazioni posturali a qualsiasi livello esse si realizzino al fine di correggerle con un intervento clinico integrato, quindi realizzato con il lavoro di diversi specialisti.

La posturologia studia il funzionamento del sistema posturale come la risultante dell’interazione di diversi sottosistemi: il piede, la bocca, l’occhio, l’orecchio, la cute, il sistema nervoso centrale e il mondo psico-emotivo.

Il piede: ricco di recettori, è considerato un organo di senso che rileva e trasmette informazioni relative alla distribuzione del peso.

La cute: anch’essa ricchissima di recettori, può essere definita come un goniometro tridimensionale, che trasmette costantemente informazioni sulla posizione del nostro corpo. In questo senso le cicatrici, tessuto per definizione anelastico, creano un buco di informazioni e degli adattamenti delle aree circostanti producendo uno squilibrio nel sistema.

L’occhio: con la sua funzione visiva può condizionare la postura imponendo dei compensi posturali al fine di correggere alcuni difetti nella visione. Ad esempio un difetto di convergenza viene spesso compensato con una rotazione del capo.

L’orecchio: con la sua funzione vestibolare, garantisce il senso di posizione del nostro corpo rispetto al mondo circostante.

La bocca: è forse il sottosistema più complesso perchè comprende la lingua con la funzione della deglutizione, i denti e la loro occlusione, l’articolazione temporo-mandibolare.

Il mondo psico-emotivo: la nostra storia, i nostri vissuti, le nostre relazioni primarie, influenzano indubbiamente il modo in cui noi percepiamo il mondo esterno. Il nostro corpo è la memoria fisica di ciò che abbiamo vissuto, racconta del nostro passato, custodisce i nostri vissuti emotivi.

La nostra postura svela quale tipo di “armatura caratteriale” abbiamo dovuto costruire fin da piccoli per adattarci e trovare il nostro modo di stare al mondo.

Tutte queste informazioni vengono analizzate, confrontate ed elaborate dal sistema nervoso centrale, il nostro cervello, che provvede poi ad informare l’apparato muscolo-scheletrico su COME adattarsi.

Qualsiasi postura è quindi il frutto di un adattamento. Non tutti gli adattamenti però alla lunga possono considerarsi positivi.

La maggior parte delle patologie a carico dell’apparato locomotore, come contratture muscolari, mal di schiena, problemi articolari (gonartrosi, coxartrosi), scoliosi, ernie del disco e altro, sono imputabili a problematiche di tipo posturale.

Ecco perchè la posturologia si occupa soprattutto di prevenzione!

Un’analisi posturale oggi può prevenire quelli che saranno i problemi di domani!

Quali sono le cause delle alterazioni posturali?

Squilibri dell’occlusione, masticazione, fonazione e deglutizione, del sistema vestibolare (orecchio), di quello visivo (in relazione non solo alla capacità visiva ma anche, e soprattutto, alla corretta coordinazione dei movimenti oculari e dei sistemi di accomodazione), dell’appoggio plantare, alterazioni indotte dalla presenza di cicatrici, di denti focali (granulomi, denti devitalizzati, etc), da squilibri viscerali (ad esempio: squilibrio della flora batterica dell'intestino, definita disbiosi, più o meno associata a intolleranze alimentari) da cause psicologiche etc.

Perché è importante mantenere una postura corretta?

Oltre ad essere causa di tensioni e dolori articolari e muscolari, una postura alterata ha importanti conseguenze sul corpo: essa comporta, infatti, un costante dispendio energetico in grado d’influenzare il nostro intero organismo ed in particolare il sistema neuroendocrino in relazione alla realizzazione di uno stato di stress cronico in grado di aumentare la produzione di cortisolo.

Tale ormone, se prodotto in eccesso, produce una diminuzione delle difese immunitarie, un aumento della ritenzione idrica ed un alterato metabolismo degli zuccheri.

Sul piano clinico il paziente lamenta astenia (debolezza), già presente al mattino con la fastidiosa sensazione di non aver dormito in maniera soddisfacente, edemi alle mani ed agli arti inferiori, tendenza ad avere infezioni recidivanti.

Gli squilibri posturali, inoltre, sono responsabili della comparsa di tensioni muscolari che provocano trazioni sulle articolazioni.

La conseguenza di ciò è la comparsa di cefalee, dolori muscolari, cervicalgie, lombalgie e lombo sciatalgie legate spesso alla conseguente formazione di alterazione dei dischi intervertebrali ed alla formazione di ernie discali. Con il tempo i muscoli contratti vanno incontro ad una trasformazione fibrosa e le articolazioni sottoposte a carichi eccessivi e squilibrati vanno incontro a fenomeni artrosici progressivamente aggravati dall’uso dei farmaci antinfiammatori.

Le alterazioni posturali sono cause di deformazioni scoliotiche della colonna vertebrale, di squilibri del bacino e dell’appoggio dei piedi. Quest’ultimo fattore, alterando la funzione della muscolatura degli arti inferiori, provoca la formazione di varici degli arti inferiori o ne aggrava l’evoluzione contribuendo nelle donne alla lipodistrofia localizzata (cellulite).

L’alterata coordinazione dei sistemi recettoriali provoca sensazioni d’instabilità, vertigini e vari disturbi dell’equilibrio più o meno associati a cefalee ed emicranie, etc.

La correzione degli squilibri posturali è fondamentale negli sportivi sia per migliorare le performance e quindi i risultati, sia perché le forti sollecitazioni sul sistema muscolo scheletrico amplificano i danni indotti dagli squilibri posturali.

Come si studia la postura?

La postura viene studiata attraverso un esame clinico ed eventualmente strumentale che si avvale di apparecchiature elettromedicali e macchine quali la pedana stabilometrica, il podoscopio, lo scoliosometro.

 

PROTOCOLLO DI SCREENING POSTURALE

 

Esame Baropodometrico

L'esame Baropodometrico è una sofisticata metodica di indagine non invasiva che consente di misurare la quantità di carico esercitata su ciascun punto d'appoggio del piede. Questo esame permette di valutare anatomicamente e funzionalmente il piede con il rilievo delle pressioni che esso esercita al suolo nella stazione eretta e nella deambulazione.

In ambito posturale, un cattivo appoggio del piede può influenzare il posizionamento del corpo nello spazio alterando la corretta postura, sbilanciando le catene muscolari. Viene eseguito su una superficie sensibile alla pressione ed è costituito da due analisi principali:

Analisi statica

Valuta l'appoggio del piede identificando le aree di maggiore e minore carico. Nella stessa seduta in pochi minuti, si registrano anche:

  • La percentuale di carico sui due piedi
  • Carico anteriore e posteriore
  • Analisi stabilometrica e dei baricentri.
  • Superficie di appoggio delle piante dei piedi.

Analisi dinamica

Verifica lo spostamento del peso, l'appoggio ed i tempi di carico durante la camminata.

Durante l’esame il soggetto viene invitato a mantenere la stazione eretta durante l’analisi statica, mentre per l’analisi dinamica il soggetto viene invitato a camminare sulla pedana munita di sensori per il calcolo analitico del passo.

Valutazione Spinale con Pointer Posture

Il sistema di misurazione, non invasivo, fornisce informazioni circa l’allineamento della colonna vertebrale nei piani sagittale, frontale e orizzontale, mostra la posizione della pelvi in uno spazio tridimensionale e l’eventuale dislivello delle spalle e del bacino.

Il Pointer Posture è composto da un puntatore ad ultrasuoni per individuare i punti di repere anatomici, nonché l’allineamento del rachide, e da una base che riceve il segnale e lo elabora graficamente.

Durante l’esame il soggetto viene invitato a restare in stazione eretta mentre l’operatore inizialmente individuerà i punti di repere; in seguito, tramite il puntatore ad ultrasuoni, seguirà le curve della colonna vertebrale per valutarne l’allineamento nei tre piani dello spazio.

Valutazione della deglutizione con Tecnica di Payne

La deglutizione è un meccanismo neuro muscolare che va incontro ad una fisiologica maturazione rappresentata dal passaggio dalla deglutizione infantile a quella adulta o matura. Quindi, si definisce scorretta una deglutizione infantile che persiste in età evoluta.

Si tratta di una disfunzione alquanto frequente, la cui insorgenza è caratterizzata da problemi anatomici, come il frenulo linguale corto o la macroglossia, da problemi di parto (cordone ombelicale attorcigliato intorno al collo), ma soprattutto da problemi di carattere funzionale come l’allattamento prolungato con biberon o l’uso delle tettarelle tradizionali, che attualmente costituisce la causa più frequente, o l’uso di ciucciotti ed abitudini viziate come il succhiamento del pollice.

Qualunque sia la causa, gli effetti che si possono produrre sono molteplici e possono interessare diversi organi o apparati.

L’apparato più colpito è lo stomato-gnatico, dove si riscontrano mal occlusioni con morso aperto o coperto, deficit trasverso del palato, affollamento dentario o presenza di diastemi.

Un palato stretto, a sua volta, condiziona la funzione respiratoria per difficoltà di respirazione nasale e la comparsa di respirazione orale, origine spesso dell’accumulo di muco non portato via dal flusso aereo. Ciò determina la comparsa di ipertrofia di adenoidi e tonsille.

Spesso vi è anche interessamento dell’orecchio, con ristagno di muco nell’orecchio medio per difficoltà di deflusso attraverso le tube di Eustachio e tendenza alle otiti recidivanti.

Altro settore influenzato è quello posturale.

La posizione della lingua è in grado di influenzare sia l’atteggiamento della colonna vertebrale che l’appoggio plantare, attraverso un meccanismo riflesso. A livello dello spot linguale del palato sono stati ritrovati infatti ben cinque tipi di esterocettori coinvolti nel controllo della postura. La mancanza della loro stimolazione a causa di una postura linguale alterata determina l’insorgenza di una diffusa ipertonia o ipotonia interessante più gruppi muscolari, con la comparsa di atteggiamenti scoliotici o alterazioni dell’appoggio del piede per la variazione di tensione nei muscoli tensori delle arcate plantari.

Inoltre, la gran parte delle cefalee del bambino sono riconducibili a: tensione della muscolatura della occlusione causata da palato ristretto o ipertono del muscolo massetere causato dal mancato contatto della lingua con lo spot palatino che ne consente il rilassamento.

Ciò detto, è di fondamentale importanza valutare quanto prima possibile la funzione della deglutizione per prevenire le problematiche sopra descritte.

La valutazione della deglutizione con la tecnica di Payne, è una metodica non invasiva.

L’esame consiste nell’applicazione su alcuni punti della lingua di piccolissime quantità di Fluorescina, una sostanza atossica; preventivamente viene asciugata la lingua del soggetto per favorirne la corretta distribuzione. Di seguito si invita il soggetto ad ingoiare e tramite la lampada di Wood (lampada a luce nera) capace di rendere “luminosa” la fluoriescina, viene determinato il moto della deglutizione a seconda di come la sostanza è distribuita all’interno del cavo orale.

Ultima modifica il Sabato, 13 Giugno 2015 00:49
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