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Nascita

Mercoledì, 06 Maggio 2015 22:20 Scritto da 

L'utero inizia a dilatarsi e la donna avverte una serie di contrazioni che diventano via via più frequenti intense e lunghe: il bimbo si prepara a nascere...

Il corpo della futura mamma reagisce secondo natura: riconosce i segnali che avviano il travaglio e avverte l'impulso di spingere per facilitare la fuoriuscita del piccolo. Ma se la nascita è un evento naturale, perché iscriversi ad un corso di preparazione al parto?

La paura: emozione che nasce di fronte all’incognito ad innescare il dolore

La paura crea uno stato di tensione antagonista dell’attività muscolare che aumenta la percezione del dolore: si innesca così un circolo vizioso che si autoalimenta. La  tensione è una risposta naturale alla contrazione uterina, ma se si prolunga nel tempo causa stanchezza, esaurimento muscolare, diminuzione dell’ossigeno circolante con conseguentemente abbassamento della soglia del dolore.

Il trio paura – tensione - dolore aumenta la secrezione di adrenalina che interferisce con l’azione dell’ossitocina e prolunga la durata del travaglio. Le varie modalità dell’accompagnamento alla nascita permettono di prevenire l’instaurarsi del meccanismo del dolore e creano un sostegno positivo al riconoscimento delle abilità e delle capacità della donna ad agire in modo adeguato sviluppando:

  • la comprensione da parte della donna dei meccanismi fisiologici del parto, attraverso la spiegazione delle fasi del parto, le conoscenze dell’anatomia e della fisiologia dell’apparato genitale femminile e del travaglio.
  • l’apprendimento delle modalità di azione sulle reazioni fisiche ed emotive che si accompagnano al travaglio e al parto.
  • il miglioramento del tono muscolare attraverso esercizi che le donne apprendono ed eseguono: esercizi sul perineo, esercizi respiratori ed esercizi per migliorare la postura, la forza e la resistenza muscolare.

Un'occasione di confronto

Con il trascorrere degli anni è cambiato il modo di vivere la gravidanza e il parto .In passato la donna, vivendo nell'ambito familiare, poteva confrontarsi con altre figure femminili e conoscere fin da piccola, seppure indirettamente, l'esperienza della gravidanza e del parto. Negli anni, però, è andata perduta la comunicazione di questo sapere tra donne: nella famiglia d’oggi, composta solo dalla coppia di coniugi, la donna incinta si ritrova da sola ad affrontare un'esperienza del tutto nuova che la trova impreparata.

Per questi motivi è necessario creare occasioni e luoghi d’incontro in cui donne, che si avviano a vivere la sconvolgente esperienza del parto, possano ritrovarsi insieme e mettere a confronto il proprio vissuto: condividere le proprie paure con qualcuno. Se si dà alla donna la possibilità di tirar fuori la capacità di ascoltarsi, sarà poi in grado di capire e gestire la sua salute, i suoi bisogni e di instaurare la relazione madre-bambino potendo anche capire quando chiedere aiuto.

Il corso quindi è un momento di riflessione su se stesse e di confronto, per capire:

  • che i propri sogni, aspettative e paure sono proprie anche delle altre donne;
  • che ci sono modi diversi per viverle e affrontarle poiché ogni donna ha un diverso bagaglio di esperienze;
  • per avere l’opportunità di ascoltarsi  e ascoltare, imparare ad esprimere le emozioni senza censure o pregiudizi;
  • per imparare ad assecondare le esigenze del proprio corpo, ad avere fiducia nel proprio intuito ed a potenziare le risorse individuali.

Dare tutto questo alle future mamme consente di sviluppare maggiore fiducia in se stesse e di ridurre notevolmente lo stress. Se la donna impara ad avere fiducia  in se stessa, impara anche a scegliere cosa è meglio per sé e per il proprio bambino e a difendere le sue scelte superando quel senso di inadeguatezza che spesso mortifica e indebolisce le donne.

Perché frequentarlo

Il processo della nascita può suscitare, soprattutto nelle donne al primo figlio, ansietà e timori legati alla paura del dolore e ai rischi del parto. Uno degli scopi principali dei corsi prenatali è quello di imparare a controllare l'ansia per il travaglio in modo che il dolore fisico non risulti amplificato dalla tensione generalizzata dei muscoli.

Uno stato di tensione acuta, infatti, può influire negativamente sull'utero, fino a rallentare il processo della nascita o a renderlo più difficoltoso.

Per evitare che ciò accada, la futura mamma deve imparare a conoscersi meglio e a raggiungere una piena armonia con le proprie sensazioni fisiche così, quando arriverà il momento del travaglio, sarà in grado di collaborare con il corpo invece di considerarlo come un nemico da contrastare.

Frequentare un corso di preparazione, quindi, può indurre sentimenti più positivi nei confronti del travaglio, che deve essere considerato come un'esperienza da vivere con pienezza e non solo come una durissima prova da sopportare.

L’obiettivo principale del corso è quello di isolare la nascita dalla medicalizzazione, poiché la medicina  si è impossessata della gravidanza trasformando la donna in una "paziente" e il parto in una "malattia". La donna, dunque, è portata a delegare la nascita del suo bambino al ginecologo, che deciderà che cosa è meglio fare o non fare. In questo modo, però, la futura mamma, evitando di assumere il controllo del proprio corpo, rischia di perdere la capacità di ascoltare ritmi e sensazioni profonde che provengono dal suo interno.

Esistono dei rimedi naturali per il controllo del dolore e per indurre uno stato di benessere psicofisico come:

  • il “TRAINING AUTOGENO RESPIRATORIO” che consiste in esercizi di respirazione che abituano la donna a reagire in modo idoneo al parto, alleviando la tensione fisica ed emotiva;
  • lo STRETCHING che aiuta a recuperare l’elasticità muscolare;
  • le POSIZIONI che favoriscono il rilassamento dei muscoli interessati nel travaglio di parto e tante altre tecniche alle quali si può fare riferimento come lo Yoga, la Musicoterapia, l’Ipnosi, l’Aromaterapia ed altri.

E' uno dei metodi in più diffusi in Italia. Si basa su tecniche di autosuggestione e respirazione per alleviare la tensione fisica ed emotiva. Nella parte teorica vengono fornite informazioni utili ad affrontare consapevolmente il parto; nella seconda le tecniche da attuare durante il parto.

Si impara a rilassarsi concentrandosi sul calore e sul peso delle diverse parti del corpo. L'allentamento della tensione muscolare fa affiorare alla coscienza pensieri, sensazioni, ansie, poi analizzati e discussi insieme per risolvere eventuali conflitti emotivi.

Importante è la respirazione: una sensazione di calma si diffonde nel corpo e nella mente grazie all'alternarsi lento e ritmato di inspirazione ed espirazione.

L'apprendimento di questo metodo è molto utile in quanto l'organismo si abitua a reagire nel modo più adatto ad ogni singola fase del parto. Applicando correttamente la tecnica respiratoria fin dalle prime contrazioni, inoltre, si può abbreviare la durata del travaglio e ridurre notevolmente il dolore del parto.

Gli incontri di training autogeno sono guidati da uno psicologo e da un ginecologo (oppure da un'ostetrica) specializzate in questo metodo.

Lo stretching è una ginnastica che aiuta a recuperare l'elasticità muscolare. Attraverso movimenti dolci, questa tecnica consente di conoscere la propria struttura fisica e di allungare i muscoli, raggiungendo così un completo relax psicofisico.

Durante l'esecuzione degli esercizi la respirazione assume un'importanza fondamentale: deve essere lenta e profonda, e la donna deve imparare a non trattenere il fiato né durante il raggiungimento della posizione prevista né durante il mantenimento della stessa.

Gli esercizi di stretching sono preparatori al cosiddetto parto attivo, praticato in alcuni ospedali e case di maternità. Qui si offre alla donna la possibilità di muoversi come vuole e di cambiare posizione durante il travaglio: in pratica, la futura mamma può camminare, stare in piedi, sedersi, accovacciarsi e scegliere di partorire accovacciata, in ginocchio o carponi. In questo modo, vengono accelerati i tempi del travaglio poiché si sfrutta la forza di gravità: l'utero, contraendosi, esercita una pressione sul corpo del bambino che, a sua volta, scende più rapidamente verso il collo dell'utero.

Per poter partorire così senza complicazioni, però, la donna deve conquistare attraverso lo stretching una maggiore consapevolezza e padronanza del proprio corpo.

Questo metodo aiuta la donna a ritrovare il proprio atteggiamento istintivo nei confronti del parto. Provando varie posizioni, infatti, la futura mamma può distendere i muscoli e scoprire quale atteggiamento fisico le sembra più comodo per partorire.

Gli esercizi di stretching, inoltre, praticati anche durante la gravidanza, sono efficaci per ridurre il dolore causato da posizioni scorrette o dal cattivo tono muscolare (mal di schiena e crampi, per esempio). Essendo tutti molto semplici, i movimenti appresi durante il corso possono poi essere eseguiti a casa propria, meglio se insieme al partner.

A condurre questo tipo di corso sono ostetriche o medici specialisti in educazione prenatale.

Non si può stabilire con precisione quale sia il momento migliore per iniziare un corso di preparazione al parto. In genere inizia intorno al settimo mese di gravidanza (27-30 settimana).

Non bisogna dimenticare di prenotare il corso con ampio anticipo poiché è permessa l'iscrizione ad un numero massimo di 10 – 15 gestanti, per cui conviene mettersi in lista per non rischiare di rimanere escluse.

Ultima modifica il Sabato, 13 Giugno 2015 00:50
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