Call now » (+39) 123 456 789

Percorso

I Webmeeting

Come la Tv, meglio della Tv.

Crea il tuo Talk visibile 24 ore al giorno 365 giorni all'anno con interlocutori da ogni parte del mondo.

Gli Screening

Prevenire è meglio che curare

Dai dati sinora raccolti nel corso degli Screenings effettuati in oltre 500 Istituti Scolastici su circa 10.000 bambini si scopre infatti che oltre il 20% risulta afflitto da difetti della vista.

Plusoptix A09

Tuttinforma si avvale di questo strumento che rappresenta l'evoluzione dell'autorefrattometro.

Assolutamente innocuo e non invasivo è adatto anche per i più piccoli

Dermatologia

Lunedì, 11 Maggio 2015 23:01 Scritto da 

La Dermatologia (dal greco derma, pelle) è la branca della medicina che si occupa della pelle e dei tessuti connessi (peli e capelli, unghie, ghiandole sudorifere ecc.).

Un medico specializzato in dermatologia è un dermatologo. I dermatologi sono medici specializzati nella diagnosi e trattamento di malattie e tumori della pelle e dei suoi annessi.

La pelle costituisce l'organo più esteso del corpo e ovviamente il più visibile.

Sebbene alcune malattie dermatologiche riguardino esclusivamente la pelle, molte altre sono la manifestazione di un disturbo sistemico, ovvero che interessa diversi tessuti o organi del corpo.

Di conseguenza la formazione del dermatologo deve comprendere:

  • reumatologia (molti disturbi reumatici possono manifestarsi con segni e sintomi a livello della cute)
  • immunologia
  • neurologia (es. le "sindromi neuro cutanee", come la neurofibromatosi e la sclerosi tuberosa)
  • infettivologia
  • endocrinologia

Lo studio della genetica sta assumendo progressivamente maggior rilevanza. È stato accertato anche il riscontro di correlazioni tra patologie della pelle (acne, alopecia, psoriasi, dermatiti, ecc.) con aspetti emotivi e/o da condizioni di stress (Psicodermatologia).

Storicamente la venereologia, che si occupa di diagnosticare e trattare le malattie sessualmente trasmissibili, è nata e si è affinata come branca della dermatologia.

La dermatologia comprende molti aspetti sia medici che chirurgici; ad esempio la terapia chirurgica dei tumori cutanei (compresa la chirurgia micrografica di Mohs), la chirurgia laser, la terapia fotodinamica, i trattamenti estetici basati sull'impiego di tossina botulinica e sui riempitivi a base di acido jaluronico (filler), la scleroterapia e la liposuzione, i peeling chimici.

Tra i dermatologi, ve ne sono alcuni particolarmente esperti in alcuni specifici aspetti della branca specialistica:

Il dermopatologo è un dermatologo esperto nella lettura ed interpretazione dei preparati istologici.

Il dermatologo pediatrico è esperto nella diagnosi e nella cura delle malattie dermatologiche dei bambini.

L'immunodermatologo è esperto nella diagnosi e nella cura delle malattie della pelle ad eziopatogenesi immunopatologica, come ad esempio le malattie bollose (pemfigo), il lupus eritematoso etc.

Anche l'angiologia e la flebologia fanno parte del bagaglio culturale del dermatologo.

Come mediatore tra l'organismo e il mondo esterno, la pelle nei vertebrati svolge diverse funzioni:

  • Protezione: in quanto barriera anatomica contro potenziali patogeni ed eventuali agenti nocivi, costituisce la prima linea di difesa dell'organismo contro le aggressioni esterne. Contiene inoltre le cellule di Langerhans, con la funzione di presentare l'antigene, che fanno parte del sistema immunitario acquisito[3][4], infatti la pelle costituisce la prima barriera di difesa contro l'azione di potenziali patogeni[3].
  • Sensibilità: nella cute sono presenti numerose terminazioni nervose che rilevano le variazioni termiche (termocettori), le pressioni (pressocettori), vibrazioni e sensazioni dolorose (algocettori), media il senso del tatto.
  • Controllo dell'evaporazione: la pelle costituisce una barriera asciutta e relativamente impermeabile contro la perdita di liquidi,[4] regolando anche l'escrezione di elettroliti tramite la sudorazione.
  • Regolazione termica: la pelle possiede un afflusso ematico ben superiore alle sue effettive necessità metaboliche; questa caratteristica ne fanno un mezzo ideale per la regolazione della temperatura corporea. La vasodilatazione provoca un incremento del flusso ematico locale, che favorisce la cessione dell'energia termica all'ambiente esterno; viceversa, la vasocostrizione, riducendo la quantità di sangue in transito, preserva le dispersioni termiche. Mentre nell'essere umano sono quasi insignificanti, negli animali imuscoli erettori dei peli contribuiscono, con la loro contrazione (orripilazione) a produrre calore; la sudorazione stessa facilita invece la dispersione del calore, quindi funge da isolante termico, da regolatore della temperatura corporea e previene l'eccessiva dispersione idrica[4].
  • Assorbimento: dal momento che piccole quantità di ossigeno, azoto e anidride carbonica possono diffondere liberamente nell'epidermide, alcuni animali (soprattutto piccoli anfibi) si servono della loro cute come unico organo a funzione respiratoria; contrariamente a quanto solitamente si crede, gli esseri umani non assorbono ossigeno tramite la pelle.[5]
  • Difesa/offesa: diversi annessi cutanei (unghie, corna nei rinoceronti) fungono da strumenti di difesa od offesa; il mimetismo stesso può essere catalogato in entrambe le categorie, a seconda che a farne uso siano le prede (per sfuggire ai predatori) o i predatori (per avvicinarsi o attrarre le prede senza destare loro sospetti)
  • Attrazione sessuale (pigmentazione)
  • Riserva e ruolo sintetico: costituisce un serbatoio di lipidi e acqua e consente la sintesi di alcune sostanze necessarie come la vitamina D3.

 (Da Wikipedia, l'enciclopedia libera).

Argomenti di interesse della Dermatologia sono:

- Prevenzione nevi e melanomi

- Tumori cutanei (Basaliomi, Spinaliomi, Melanomi, etc…)

- Cute e sole (Fotoprotezione e trattamento delle fotodermatosi, Luciti, Porfirie,etc…)

- Cute e freddo

- Ustioni e Radiodermiti

- Dermatologia pediatrica

- Eczemi (Dermatite allergica da contatto, Dermatite atopica,etc…)

- Malattie infettive (Verruche, Mollusco contagioso, Micosi,etc…)

- Psoriasi, Ittiosi ed altre malattie da cheratinizzazione

- Malattie bollose (Pemfigo, Pemfigoide,etc…)

- Dermatosi da ipersensibilità (Orticaria, Ipodermiti, Lupus eritematoso, Dermatomiosite, Sclerodermia, Lichen,….)

- Reazioni cutanee a farmaci

- Malattie da alterata pigmentazione cutanea (Ipermelanosi, Melasma, Ipomelanosi, Leucodermie, Vitiligine, etc…)

- Malattie sessualmente trasmesse

- Genodermatosi (Neurofibromatosi, etc…)

- Dermatosi da infiltrati cellulari (Linfomi e pseudolinfomi, Istiocitosi, Mastocitosi,etc…)

- Dermatosi da accumulo (Mucinosi, Amiloidosi, Xantomi, Malattie del tessuto connettivo)

- Malattie vascolari (Angiomi del lattante e degli adulti, Malattia di Kaposi, Porpore e vasculiti, Teleangectasie,etc..)

- Malattie delle unghie e dei capelli (Perdita capelli, Alopecia, etc…)

- Ghiandole sebacee e sudoripare

- Dermatosi della gravidanza

- Prurito e Prurigo

- Invecchiamento cutaneo e terapie antietà

- Cellulite e Smagliature

- Laser in dermatologia

Nonostante l’effetto protettivo dell’abbronzatura, i raggi UV riescono a penetrare e raggiungere il derma. E qui cominciano i guai e gli effetti negativi. 
In primo luogo possono danneggiare il Dna delle cellule della pelle. Nella maggior parte dei casi questi danni vengono riparati, oppure portano alla morte delle cellule stesse. A volte, però, possono trasformare qualche cellula in senso canceroso, provocandone una crescita incontrollata.

Perdita di elasticità. In più, a lungo andare, il sole causa la degenerazione della elastina e del collagene, le due proteine che danno sostegno ed elasticità alla pelle. Rughe, pieghe d’espressione più visibili, solchi sono causate anche dalla mancanza di collagene indotta dal sole. In altre parole, troppo sole fa invecchiare. 

In linea generale ci si cautela dalle radiazioni solari soprattutto in estate. La nostra pelle però assorbe le radiazioni tutto l’anno (seppure solo in alcune zone del corpo) e ha una “memoria” per cui ogni eccesso, bruciatura o imprudenza viene sempre registrato. È l’accumulo di questi errori nel tempo, in realtà, a causare i danni maggiori. Se quindi per alcuni decenni l’abbronzatura ha rappresentato uno status symbol da raggiungere ad ogni costo, oggi l’attenzione è rivolta soprattutto alla prevenzione. Sappiamo infatti che, se gestito con la dovuta cautela, il sole può essere addirittura terapeutico. Vale comunque la regola d’oro di evitare qualsiasi eccesso.

Il processo di pigmentazione cutanea è dovuto alla melanina ed è molto utile incrementare la sua disponibilità in maniera fisiologica assumendo alcune sostanze presenti in natura che hanno questa capacità. Esistono infatti degli integratori della nostra alimentazione, che sono particolarmente ricchi di queste sostanze e che possono darci una mano ad abbronzarci meglio, senza danni alla pelle e proteggendola anche dall'invecchiamento e dalle antiestetiche macchie scure. Queste sostanze sono i carotenoidi (come il Betacarotene, il Licopene e la Cantaxantina), che stimolano la naturale sintesi della melanina, accelerano il processo di abbronzatura intensificandola e proteggono le cellule dai radicali liberi.

Un'altra sostanza naturale vantaggiosa per l'abbronzatura, la troviamo nell'olio di Avocado che è ricco di tirosina, indispensabile per la sintesi della melanina. Sono importanti inoltre la vitamina E ed il Selenio, che svolgono una notevole azione antiossidante, prevenendo il foto-invecchiamento cutaneo; ma anche le vitamine A e C, che mantengono il fisiologico trofismo cutaneo generale ed in particolare quello del collagene, fondamentale per l'elasticità della pelle.

L'Aloe vera infine è in grado di mantenere giovani ed elastici i tessuti cutanei, favorendo una naturale idratazione degli stessi.

E' utile ricordare anche che il sole esplica sulla cute una buona funzione seboregolatrice agendo come desquamante e favorendo la purificazione della pelle. 

Il sole è molto utile nella psoriasi, anche se la sua azione è ancora in parte sconosciuta; meno nella vitiligine e negli eczemi.

Utile da sapere

Non tutti i raggi del sole sono uguali: essi si dividono in ultravioletti (denominati UVA e UVB) e infrarossi.

  • Gli UVA consentendo alla pelle di abbronzarsi, perché stimolano la formazione di melanina, la protezione naturale della pelle contro il sole.
  • Gli UVB, invece, sono i raggi più dannosi, perché si fermano sugli strati più superficiali dell'epidermide, provocando la dilatazione dei capillari e, quindi, scottature ed eritemi.
  • Non tutte le ore sono adatte all’esposizione: il 50% dei raggi UV-B si diffondono tra le 11.00 e le 15.00. E’ proprio in questa fascia oraria che bisognerebbe evitare l’esposizione al sole e, se impossibile, è necessario mantenere alto il livello di guardia.
  • Il bianco amplifica il riverbero dei raggi solari: neve e ghiaccio ne riflettono il 90%.
  • In montagna, più si sale, più aumenta la percentuale di ultravioletti (12% ogni 1000 metri).


Per quanto riguarda i rischi della radiazione solare in montagna, organo più colpito si rivela in modo quasi specifico la pelle. Esistono vari tipi di pelle e pertanto, anche in montagna è necessario usare provvedimenti protettivi, come creme adatte per ogni tipo di pelle, per evitare noiose scottature, a volte perfino di terzo grado. 

E' necessario infatti ricordare che le radiazioni solari in montagna, in modo particolare quelle a più corta lunghezza d'onda e sopra i 2000 m., è molto intensa e superiore anche a quella del mare aperto ed essendo la temperatura, specie al di sopra dei 1500 m., di almeno dieci gradi più bassa che in ambiente marino, è più facile, nella ricerca di una abbronzatura bella e veloce, esporsi al sole per un tempo superiore a quello che quel dato tipo di pelle richiede. Purtroppo, in questo modo, ci si ritrova alla sera con scottature vaste e fastidiose, che, guarendo in modo lento, cancellano tutti i benefici che si sarebbero potuti trovare comportandosi in modo più accorto, lasciando da parte la fretta, che è sempre cattiva consigliera.

Da ricordare che al di sopra dei 3000 m, l’esposizione al sole favorisce la produzione di epiteliomi e melanomi oppure riattiva quelli silenti.

Per evitare problemi, soprattutto nei primi giorni, quando ancora la melanina non si è attivata, é fondamentale l’utilizzo di creme protettive con un fattore di protezione molto elevato. Per i bambini, questo non dovrebbe essere inferiore a 15 e per maggior sicurezza sarebbe indicata una protezione totale.

Nel corso degli ultimi anni si è via via fatta sempre più evidente l'importanza di una corretta protezione nei confronti delle radiazioni UVA e UVB e fortunatamente le persone ne sono diventate sempre più consapevoli.

Perché questa consapevolezza si traduca in provvedimenti concreti, un aspetto importante è la scelta di prodotti giusti. Nella scelta del protettivo solare il primo dato da tenere presente è il fototipo: le persone con carnagione più chiara sono infatti le più sensibili all'azione dannosa delle radiazioni e devono optare in partenza per un fattore di protezione elevato. Altre condizioni che richiedono l'applicazione di una protezione maggiore sono la diversa latitudine e altitudine (più ci si avvicina all'equatore e più si sale rispetto al livello del mare), l'albedo (ad esempio la presenza di superfici riflettenti come mare, neve, sabbia, ecc.), la stagione (in estate i raggi solari sono più forti), l'orario in cui ci si espone e infine la durata dell'esposizione.

E' inoltre molto importante tenere presente che la quantità di prodotto che si applica è sempre inferiore a quella utilizzata nei test per la determinazione del fattore di protezione; ciò può portare ad una diminuzione di circa il 30% del potere protettivo del prodotto (il valore riportato sulla confezione). E' dunque prudente partire con un indice più alto rispetto a quello calcolato in base alle variabili esposte sopra. Spesso ci si trova disorientati di fronte all'ampia scelta di prodotti e ai diversi fattori di protezione.

La protezione UVB

I raggi UVB sono i maggiori responsabili della comparsa di eritemi, scottature e orticaria. Nei prodotti solari la capacità di proteggere la pelle dalle radiazioni UVB è indicata dall'IP (indice di protezione) o SPF (Sun Protective Factor), con una numerazione che varia da 0 a 50-60, un numero che fa riferimento al tempo di comparsa di eritema sulla pelle in seguito all'applicazione di un fotoprotettivo. In termini pratici, questo numero indica quante volte è possibile moltiplicare il tempo di permanenza al sole prima che la pelle si scotti. Spesso si trovano in commercio protettivi solari equivalenti ma che riportano differenti indici di protezione.

La protezione UVA

Le radiazioni UVA per molto tempo sono state considerate inoffensive, ma in realtà si è scoperto che sono in grado di danneggiare le strutture di sostegno (collagene ed elastina) della pelle e, per questo, sono le principali responsabili dell'invecchiamento cutaneo (comparsa o accentuazione delle rughe). A differenza delle radiazioni UVB, non esiste una metodica standardizzata per il calcolo dell'indice di protezione nei confronti degli UVA: dal momento che gli UVA non sono in grado di provocare arrossamento cutaneo (parametro misurato nel calcolo dell'SPF), è difficile stabilire l'efficacia protettiva del prodotto. Solitamente, per gli UVA viene fatto riferimento alla pigmentazione immediata e persistente in seguito all'esposizione a raggi UVA. A causa di questa carenza metodologica, la maggior parte dei protettivi solari non riporta un'indicazione della protezione nei confronti di questo tipo di radiazioni. Se il protettivo solare presenta un indice di protezione nei confronti dei raggi UVA, questo è indicato dalla sigla PPD o IPD: in genere comunque la protezione UVA è coerente con la protezione UVB (ad esempio SPF 20 - PPD 8/IPD 25, ovvero alta protezione UVB, alta protezione UVA).

In linea di massima per calcolare il livello di protezione nei confronti dei raggi UVB e UVA e orientarsi nella scelta del prodotto solare si può tenere presente quanto riportato nella tabella seguente:

Protezione   UVB  UVA  (PPD/IPD)
Ultra Alta >50  >15    >50
Altissima >30  >8 >25
Alta >15  >6 >15
Moderata  >8  >5 >12
Bassa  >2   >5 >12

I filtri chimici reagiscono mediante assorbimento d'energia da parte della molecola, impedendo che i fotoni possano penetrare nelle cellule epidermiche. Sono solubili in fase acquosa o in fase oleosa, le qualità cosmetiche sono generalmente buone, ma esistono rischi di penetrazione epidermica.
I migliori filtri chimici che troviamo:

  • PABA e soprattutto i suoi derivati
  • derivati dell’acido ciannamico
  • derivati della benzilidencanfora
  • derivati dell'acido salicilico (acido orto-idrossibenzoico)
  • derivati del benzofenone
  • derivati del dibenzoilmetano

I filtri fisici sono costituiti da particelle solide insolubili che impediscono, grazie alla riflessione della radiazione, il passaggio degli ultravioletti.
Hanno uno spettro di assorbimento molto ampio rispetto allo spettro totale UV e non presentano assorbimento percutaneo; contengono, oltre ai filtri e ai prodotti barriera, anche sostanze antiossidanti (che inattivano i radicali liberi) e idratanti.

I principali filtri da citare:

  • ossido di zinco
  • ossido di magnesio
  • ossido di ferro
  • ossido di titanio
  • ossido di caolino
  • ossido di calcio
  • altri ossidi
Colore Occhi Pelle Comportamento della pelle al sole Fototipo
Biondo-rossi Chiari Molto chiara con efelidi Eritema: sempre presente; ci si abbronza raramente I
Biondi o castano chiari Chiari Chiara spesso con efelidi Presenza abituale di eritema: ci si abbronza qualche volta II
Castani Chiari o scuri Bruno-chiara Presenza eritema qualche volta; ci si abbronza abitualmente III
Castano scuro o neri Scuri Da olivastra a scura Presenza eritema raramente; ci si abbronza sempre IV
Neri __ Bruno-olivastra Si è naturalmente abbronzati V
Neri __ Nera Si è sempre abbronzati VI

 

Tempo massimo di esposizione al sole - Indice UV:

 

CATEGORIA INDICE UV TEMPO MASSIMO DI ESPOSIZIONE PER EVITARE UN ERITEMA CUTANEO
ESTREMA MAGGIORE DI 9.0 MENO DI 15 MINUTI
ALTA DA 7.0 A 8.9 20 MINUTI CIRCA
MODERATA DA 4.0 A 6.9 30 MINUTI CIRCA
BASSA MINORE DI 4.0 UN’ORA O PIÙ

 

L'accentuazione o la diminuzione ultravioletta dipende dalla nuvolosità:

CIELO SERENO CIELO NUVOLOSO CIELO COPERTO
11.0 6.6 3.3
10.0 6.0 3.0
9.0 5.4 2.7
8.0 4.8 2.4
7.0 4.2 2.1
6.0 3.6 1.8
5.0 3.0 1.5
4.0 2.4 1.2
3.0 1.8 0.9

 

Consigli generici per una corretta tutela della pelle

  • Applicare la crema solare 20 minuti prima dell'esposizione al sole. Questo da il tempo alla pelle di assorbirla.
  • Essere forniti di crema protettiva sia al mare sia in montagna.
  • Riapplicare la crema solare se ci si espone a lungo ai raggi solari.
  • Un uso giornaliero di vitamina A e C può aiutare a ridurre le rughe ed altri segni d'invecchiamento della pelle.
  • Esiste un tipo particolare di vitamina C, chiamato acido l-ascorbico, presente nelle arance e nei limoni, che è particolarmente indicato per la pelle.

 

Ultima modifica il Sabato, 13 Giugno 2015 00:45
Letto 1284 volte
Vota questo articolo
(1 Vota)
Devi effettuare il login per inviare commenti

Articoli correlati (da tag)